Diario

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Scritto alle 23:17

 


Venezia, il ritorno

Dalla mia stanza vedo il mare.

Di te ricordo la forza. E' strano come tutto quello che ci ha uniti e che continua, come invisibile ed indelebile latenza ad attrarci ed allontanarci, si sia condensato nel mio pensiero in una forza assoluta.

La forza della tua passione: il Teatro, traboccante della tua Arte, incondivisa ed incompresa. La forza della tua determinazione: dolce trasporto dell'attimo, emblema di vita.

La forza della tua dolcezza: sostegno nelle mie debolezze, linfa di vita. E la stessa forza del tuo disprezzo: gelo di fuoco, sconfitta assoluta dell' ipocrisia dilagante.

Nell' alba che schiude i tuoi occhi su un mondo che non ti merita, è lì che io ti appartengo.


 

 

Scritto da Imogen

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Scritto alle 22:07

 


Tu Amleto di carta sei una perla che ha visto la morte.
Un giorno tanti anni fa quando hai visto una donna hai pensato
che fosse la tua fede in Dio.
Era bella ma era amara come tutte le sorti dell'uomo.
Come amante eri un saggio
bevendo lei hai bevuto la sua cicuta.
Come era amara e come era dolce.
Possedendo lei hai sentito nel suo grembo la polvere di tante strade
hai visto rose e cancelli, cancelli e rose.
Possedendo lei hai capito che la vita era uno sbaglio
e che solo l'amore è la vera tragedia dell'uomo.
Non eri mai stato un uomo e lei non era mai stata una donna.
Il fatto è che uniti dalle vostre mani
avevate scoperto che eravate grandi come l'universo.
Il vostro errore è stato quello di scoprire la verità.
Tu oggi sei morto
ma non è che sei morto perchè hai una sepoltura
ma perchè hai mangiato, digarito e amato il suo cuore
come si mangia la luna e il sole.
Tu sei diventato il re dell'universo, tu sei impazzito d'amore.
Ti piace sentirla lontana dal tuo martirio
dalla tua veloce bocca che è sempre un figlio
un condottiero segreto che naviga il dolore come un gaudio.
Ma poi un giorno avete scoperto una terra
dove non abitava nessuno e lì avete messo la tenda dell'amore.
Avete mangiato i vostri pensieri come una cacciagione.
Come sono belli i pensieri d'amore
sono colombe alte di cui si mangiano anche le piume.
Eppure il cuore del vostro cuore non è una statua solitaria
ma un occhio in cui tanti guardano
per concepire il paradiso della pace.
Tu e lei siete morti in questo silenzio
ma la vostra sepoltura non è mai esistita.


 

 

Scritto da Imogen

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Scritto alle 22:33

 


Smoke rings in a galaxy, an endless flight through time.
Lyra gave her harp to him and left him free to climb.
A winter's journey from the moon to reach the summer sun.
To rise again, to sing for you a song that's yet unsung.
Apollo taught me to rhyme, Orpheus taught me to play.
Andromeda cast down her sign and Vega lights my way

 

 

Scritto da Imogen

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Scritto alle 21:21

 


Senti, è il sussurro del vento che parla di te. Raggiunge i miei sensi, sfiorandoli con intricate spire. Mi parla di tenerezza, in un crescendo di disperazione. Mi parla di languida tragicità, di lacrime al veleno, di baci dal miele più dolce. Mi porta così in alto da darmi l'illusione di averti raggiunto. Mi culla nel più desiderato dei suoni. Madhreth
 

 

Scritto da Imogen

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Scritto alle 18:23

 


Il veleno dalle tue labbra

che si nutrono di odi passati

si fa miele sulla seta infinita

della nostra passione.

Dimentica, cancella, rinasci

sono vita profonda infusa al tuo corpo

quando in me, muori.


 

 

Scritto da Imogen

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Scritto alle 18:05

 


Lascia che siano i tuoi occhi, a guidare i miei passi.
Lascia che sia la tua mente, a dirigere i miei pensieri.
Lascia che siano le tue labbra, a spiegarmi il perche'.
Lascia che sia la tua mano sola a sfiorare la mia pelle.
Lascia che io anneghi in te, perche' in te io viva.
Ti amo, adesso come allora


 

 

Scritto da Imogen

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Chi sono

Imogen Cymbelin, personaggio del gioco di ruolo on line [Venezia]

Storia

Nasce a Firenze, da padre inglese. La famiglia, agiata e conservatrice, la educa secondo convenzioni ed etichetta. Compie rigorosi studi scientifici, ma si appassiona presto alla letteratura e al teatro. Sviluppa un carattere solido, determinato e razionale, supportato da una volonta' ferrea che si contrappone decisamente al suo aspetto. Trascorre l'adolescenza sulle rive dell' Arno, frequentando gli ambienti piu' disparati, grazie alla sua voglia di conoscere ed apprendere che da sempre l'accompagna. Ma solo al compimento della maggiore eta' decide di abbandonare la amata Firenze per intraprendere un viaggio alla scoperta di luoghi d' arte che la conduce a Venezia. E' qui che conosce Madhreth, il primo attore del Grimani, che l'accoglie nella sua compagnia insegnandole l'arte della recitazione. Finalmente sembra aver trovato la propria strada, ma l'amore violento e caparbio che si rende conto di provare per il Maestro, le sconvolge la vita. Niente sara' piu' come prima. Votata completamente a quell'amore e persa in esso, vive un periodo di esaltazione alternata a tormenti a causa delle mille incomprensioni con l'uomo che ama, la differenza di vedute e le innumerevoli amanti che lo circondano. In una notte particolarmente buia, decide di fuggire da Venezia e lasciarsi tutto alle spalle. Parte per l' Inghilterra dove l'accolgono i parenti. Ma la parentesi non dura a lungo, l'amore mai sopito si rafforza nonostante la lontananza e torna a Venezia

Dico di me

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Professione

Comparsa nella Compagnia del Teatro Grimani di San Samuele, Venezia.

Carattere

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